VicenzaMondo: una rete di gruppi per realizzare l’evento nel 2019

VicenzaMondo

un evento per sensibilizzare la cittadinanza

ad aprirsi ai problemi e alle sofferenze della nostra mondialità 


VicenzaMondo logoChe cos’è VicenzaMondo?
È un evento che ha come obiettivo aiutare i cittadini di Vicenza ad aprirsi ai problemi del mondo, superando l’indifferenza e cercando di capire come affrontarli per costruire giustizia e pace.

Quando è avvenuto? VicenzaMondo venne promosso nel 1999 dal Movimento Gocce di Giustizia. Le altre associazioni partecipavano in forma di adesione nelle prime due edizione. Successivamente, il movimento Gocce di Giustizia costituì una rete di gruppi e associazioni per la costruzione di tutto l’evento. VicenzaMondo è stato quindi un evento gestito in maniera collettiva da una folta rete di associazioni e gruppi vicentini. Vennero realizzata 6 edizioni, l’ultima è stata nel 2007.

Oggi da chi sarà costruito? Sempre da una rete di associazioni e gruppi che mediante il metodo consensuale costruiranno tutto l’evento fino alla realizzazione. Il movimento Gocce di Giustizia promuove solamente questa rete.

Quali potrebbero essere le modalità di realizzazione? VicenzaMondo propone conferenze (con la presenza di importanti relatori), dibattiti, musiche, mostre, proiezione di video tematici, momenti conviviali e banchetti dei vari gruppi e associazioni che partecipano alla rete. E altri strumenti strumenti molto importanti per poter sensibilizzare e creare una coscienza solidale e attenta alle sfide contemporanee.

Tempo di riprendere l’evento? Sì, è il tempo di rimettere in piedi VicenzaMondo perché oggi è grande la sfida nel superare l’indifferenza nei confronti delle sofferenze dei popoli, dei diversi e degli immigrati, anche dei poveri e ultimi che sono in casa nostra.

Vuoi partecipare alla Rete di VicenzaMondo? Mandaci un’email e ti inviteremo per la prossima riunione che è stata fissata per martedì 16 ottobre.

Ti aspettiamo.

Segreteria della Rete VicenzaMondo

info:

cell. 3462198404 (Adriano)

e-mail: goccedigiustizia@gmail.com

sito: www.goccedigiustizia.it

Le foreste che bruciano a causa dell’olio di palma

Basta olio di palma che distrugge le foreste

Le grandi multinazionali del cibo vogliono continuare a produrre e vendere sempre più olio di palma.
Ma la foresta non è un discount: per piantare palma da olio ogni giorno vengono distrutti ettari di foreste e animali unici come gli oranghi rischiano l’estinzione.
La produzione industriale di olio di palma distrugge il Pianeta: le aziende devono assumersi le loro responsabilità.

olio di palma foreste che bruciano

Le foreste nel piatto

L’olio di palma è presente in gran parte dei prodotti che acquistiamo. È una materia prima a basso prezzo per le multinazionali che lo commerciano, ma il suo prezzo reale è molto più alto: per poter espandere in maniera indiscriminata le piantagioni di palma da olio (dal cui frutto si ricava l’olio di palma), le torbiere vengono drenate, le foreste vengono bruciate e gli animali perdono il loro habitat naturale.

Inoltre queste piantagioni sorgono su terreni che le multinazionali sottraggono -a volte anche con violenza- alle popolazioni locali. Chi lavora queste terre è vittima di sfruttamento ed esposto a pericolosi pesticidi.

 

Vedi tutto l’appello di Greenpeace e firma la petizione:   olio di palma che fa bruciare le foreste

Oggi, 1° agosto, è il giorno del superamento del 2018 (Earth Overshoot Day)

Il giorno del superamento,

chiamato Earth Overshoot Day,

del 2018 accade proprio oggi il 1° agosto.

Giorno del supermamento 2018

Si tratta del giorno in cui la popolazione mondiale ha già consumato tutte le risorse terrestri – frutta e verdura, carne e pesce, acqua e legno – disponibili per il 2018 e così inizia a sovrasfruttare il pianeta.

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Se tutti gli abitanti del mondo vivessero

come gli italiani sarebbe accaduto il 24 maggio.

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Il sentiero della Sobrietà a Gambugliano nella località Madonna delle Grazie

Il Sentiero della Sobrietà

presso la località Madonna delle Grazie a Gambugliano

 

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Questo sentiero educa a capire cos’è la sobrietà e cosa fare per poter viverla. per l’appoggio

Ci sono 20 soste da fare, seguendo i cartelli esposti lungo il cammino e contrassegnati dal numero.

Nelle tabelle ci sono delle frasi, slogan, immagini e foto, che aiutano a capire che cos’è la sobrietà e cosa si può fare, per poter viverla mediante nuovi stili di vita.

 

 

3Il Sentiero deve essere fatto con lentezza, per fermarsi a leggere, osservare e contemplare le proposte esposte nei cartelli, parlandone insieme con gli altri viandanti.

Il sentiero si trova sotto la Trattoria Sella, sulla strada sterrata che da Madonna delle Grazie va verso Monteviale.

Rimane installato fino alla fine di settembre.

 

 

Ringraziamo la Parrocchia di Gambugliano per la collaborazione, come pure la Trattoria Sella per l’appoggio.

Vi invitiamo a visitarlo.

Il movimento Gocce di Giustizia

in #MagliettaRossa per fermare l’emorragia di umanità con la prospettiva di Gocce di Giustizia

maglia rossa

7 luglio in #MagliettaRossa

per fermare l’emorragia di umanità

 
h. 18:30 – Flash mob a Vicenza, Piazza Castello: tutt* con una maglietta rossa!
(ritrovo h. 18:00, Esedra di Campo Marzo)
 
“La sfida dell’immigrazione è una sfida cruciale del nostro tempo, quella che più di altre ci pone davanti ad un bivio: da una parte diventare una società aperta e accogliente, dall’altra diventare una società chiusa dominata da aggressività e paura. Mettersi nei panni degli altri è il primo passo per costruire un mondo più giusto” (Luigi Ciotti)
 
Rosso è il colore dei vestiti e delle magliette dei bambini che muoiono in mare e che a volte il mare riversa sulle spiagge del Mediterraneo.
Anche tu, sabato 7 luglio indossa una #magliettarossa per #fermarelemorragia di umanità!
 
 
Promotori: ANPI, ARCI, Arciragazzi Vicenza, Arci Servizio Civile Vicenza, ASOC, Festambiente Vicenza, Legambiente Volontariato Vicenza, Libera – associazioni nomi e numeri contro le mafie, Non dalla guerra, SiAmo Vicenza, Movimento Gocce di Giustizia
 

Prospettiva sollecitata dal Movimento Gocce di Giustizia

Cari cittadini e care cittadine dell’Italia e dell’Europa,

voglio rivolgermi a voi, ma soprattutto a tutti coloro che sono convinti di risolvere il problema dell’immigrazione con la moneta dell’elemosina o del respingimento.

(…)

È bene prendere coscienza che le paure verso gli immigrati non hanno confini e per questo si stanno insidiando, come un boomerang, dentro al proprio vicinato e fino all’interno delle nostre case. Il diverso di cui avete paura non assume solamente il volto dell’immigrato, ma anche le facce di tutti coloro che esprimono le diversità dal nostro modo di vivere, di pensare e di essere.

(…)

Sono d’accordo con voi: l’assistenzialismo che assume il sapore di buonismo non risolve il problema di questi sempre più imponenti fenomeni migratori. Ma neppure la vostra tendenza di respingimento o di alzata di muri. Ammettiamolo: nessuno delle due tendenze riesce a rimuovere le cause strutturali di questi fenomeni migratori sempre più gravi e dolorosi per tutti.

(…)

Per poter aiutarli davvero a casa loro, bisogna partire dalla presa di coscienza che le migrazioni dei barconi sono forzate e non volute e neppure scelte.

(…)

L’esempio emblematico ce l’abbiamo tutti nelle nostre mani: si chiama cellulare o smartphone per i raffinati del linguaggio.

(…)

Siamo disposti ad avere un cellulare che usi un’altra filiera economica? Impegnata a pagare un prezzo giusto ai lavoratori con condizioni umane dignitose? Senza favorire guerre in loco per impossessarsi del prezioso minerale? Facendo un uso sobrio e dando lunga vita al nostro smarthphone per non fare tanti rifiuti elettronici?

Ecco quindi cosa significa davvero aiutarli a casa loro: rimuovere le cause strutturali che generano le migrazioni forzate, ossia lavorare a monte e non solamente a valle.

(…)

Dipende da noi! Uniamoci per rendere il mondo bello con i colori delle diversità.

 

N.B. Leggi tutta la lettera di Adriano Sella – Vogliamo giutizia e solidarietà intelligente e non assistenzialismo o respingimento

 

La forza dell’abbraccio: laboratorio con 5 momenti

LA FORZA DELL’ABBRACCIO

Nell’abbraccio avviene uno scambio di apertura da e verso l’altro.abbracci gratuiti

Mostrandoci le nostre fragilità, le completiamo reciprocamente e creiamo vera forza e sicurezza.

Nell’abbraccio entriamo in contatto, con l’altro e con sé, con le nostre emozioni che sono essenzialmente energia.

Non è vero che siamo deboli: le emozioni sono energia e l’energia è forza!

Nell’abbraccio che accoglie, non siamo più spinti a nasconderle e bloccarle: possiamo liberarle nel circolo della vita, nel nostro corpo, nelle nostre relazioni, nel nostro mondo.

Nell’abbraccio torniamo a toccare l’energia della vita, a sentirla in contatto con noi, per utilizzarla e farla scorrere tutti i giorni in forma di sorrisi, intenzioni, azioni e nuovi abbracci!

L’abbraccio riconosce e consolida l’identità e moltiplica l’energia:

IO x TE = NOI

è matematico!

 

Nel nostro intreccio che irradia luce l’organismo produce serotonina, endorfine e ossitocina:gli ormoni del benessere,

è fisiologico.

P.S. Un abbraccio fatto bene, in modo da valorizzare tutta la sua forza, comporta 5 momenti fatti in silenzio e con intensità.

Clicca qui per vedere come realizzare il laboratorio dell’abbraccio mediante 5 momenti: laboratorio abbraccio

Giornata Mondiale della Madre Terra: 22 aprile 2018

L’Earth Day

Giornata Mondiale della Madre Terra

22 aprile

Giornata Mondiale della Terra 2017 - Idee Green

nei 193 Paesi delle Nazioni Unite un miliardo di cittadini attraverso 22mila organizzazioni partecipano ogni anno all’Earth Day

il più potente strumento di richiamo alla tutela del Pianeta in tutte le culture per tutte le generazioni

L’Earth Day (Giornata della Terra) è la più grande manifestazione ambientale del pianeta, l’unico momento in cui tutti i cittadini del mondo si uniscono per celebrare la Terra e promuoverne la salvaguardia. La Giornata della Terra, momento fortemente voluto dal senatore statunitense Gaylord Nelson e promosso ancor prima dal presidente John Fitzgerald Kennedy, coinvolge ogni anno fino a un miliardo di persone in ben 192 paesi del mondo.

(Fonte: www.earthdayitalia.org)

Terra: da merce a madre

Nel 2009 è diventata la Giornata Mondiale della Madre Terra, mediante una risoluzione delle Nazioni Unite e grazie alle pressione dei popoli del Sud del Mondo che riconoscono la terra da sempre come madre “Pachamama“. Questo cambia la nostra visione sulla terra: passando da merce alla bellezza di madre. Una vera rivoluzione culturale.

“Striscia la Notizia” presenta in due puntate il libro Dipende da noi

Due puntute di “Striscia la notizia” sul libro Dipende da noi

Il programma televisivo molto noto “Striscia la notizia”, di Canale 5,  ha fatto un importante reportage sull’ultimo libro di Adriano Sella “Dipende da noi”, inerente alla proposta di come non diventare complici delle banche armate, boicottandole e scegliende banche etiche, non diventando così complici del commercio delle armi e delle guerre, che stanno generando 65 milioni di rifugiati politici.

Ecco la 1° puntata di 29 marzo

 Clicca qui per vedere il reportage

 

Striscia la notizia

 

Ecco la 2° puntata di sabato 30 marzo

Clicca qui per vedere il reportage della 2° puntata

 

Cambiamento importante: gli italiani bevono molta più acqua del rubinetto

Cambiamento importante per custodire l’acqua come fonte di vita e per celebrare la giornata mondiale dell’acqua: 22 marzo

giornata mondiale dell'acqua

L’acqua del sindaco Il 74 per cento degli italiani sceglie il rubinetto di casa: crisi e fiducia dietro la crescita

Casetta acqua

Uno degli oltre 2.000 chioschi disseminati in Italia che distribuiscono l’acqua del sindaco

 

Gli italiani stanno riscoprendo l’acqua del rubinetto. Per comodità, per il gusto e per il minore costo. Secondo una ricerca realizzata da Open Mind Research, in occasione della Giornata mondiale dell’acqua (22 marzo), il 73,7 per cento della popolazione, nel corso del 2017, ha scelto l’acqua del sindaco e il 44 per cento la utilizza ormai in modo abituale. Sono percentuali che segnano un incremento di circa 10 punti in più rispetto ad appena quattro anni fa. «Siamo in presenza di un cambiamento epocale. Partivamo da zero, con gli italiani prigionieri dell’acqua minerale, e adesso ci ritroviamo con un popolo che ha modificato un suo stile di vita» commenta Lauro Prati, presidente di Acqua Italia, l’associazione delle imprese che realizzano gli impianti per il trattamento degli impianti.

E proprio gli impianti, ovvero i chioschi dell’acqua, rappresentano una delle leve del cambio di paradigma. Nel 2010 erano appena 200 in tutta Italia, adesso siamo a quota 2.021, con il 60 per cento degli impianti concentrati nelle regioni settentrionali. Come funzionano i chioschi? L’offerta ormai è molto ampia, e il cittadino può ritirare acqua naturale o gassata, refrigerata oppure a temperatura ambiente. Il costo medio è di 0,05 euro al litro, con una forchetta tra 0,03 e 0,08 euro, e diverse amministrazioni hanno scelto la strada più vantaggiosa per i residenti: acqua gratis. Con il vantaggio, per i sindaci, di una significativa riduzione dei costi per le bottigliette da raccogliere e da smaltire.

Attorno ai chioschi dell’acqua, ormai conosciuti dal 67 per cento degli italiani, si è rafforzata un’industria di filiera del made in Italy, e per la prima volta l’anno scorso sono arrivate richieste di forniture dall’estero, in particolare dalla Francia e dalla Gran Bretagna, per questo tipo di impianti. «Siamo riconosciuti come un settore all’avanguardia per innovazione e per design in Europa, e questa è un’opportunità per l’economia nazionale» dice Prati.

Ma più degli impianti, sul cambiamento nella fornitura di acqua ha pesato un altro elemento: la sicurezza, ovvero l’eclissi del pregiudizio in base al quale l’acqua del sindaco è più a rischio di contaminazioni chimiche di quella minerale. Tra i consumatori abituali, solo il 14 per cento avanza ancora qualche dubbio, mentre la stragrande maggioranza degli italiani si è convinta che i controlli dell’acqua pubblica siano anche più frequenti di quelli sull’acqua confezionata. Infine, non bisogna sottovalutare l’effetto Grande Crisi. La riduzione della spesa è uno degli indicatori più significativi della neo-sobrietà degli italiani, capaci di modificare, con spirito di adattamento, le più tradizionali abitudini alimentari. Anche in questo caso si parte da un singolare primato: un Paese molto ricco di fonti naturali si ritrova al terzo posto nella classifica mondiale dei consumi di acqua minerale, dopo l’Arabia Saudita, di fatto priva di sorgenti, e il Messico, che sconta enormi problemi di inquinamento.

Resta l’ultimo ostacolo da superare per rendere l’acqua del rubinetto il prodotto finale di un sistema efficace: l’enorme dispersione che avviene all’interno della rete idrica, ormai ridotta a un colabrodo. Secondo i dati dell’Istat, la percentuale media di acqua che non arriva ai rubinetti, e quindi neanche ai chioschi, è del 35,4 per cento, con punte che superano il 70 per in diversi comuni del Mezzogiorno. Uno spreco scandaloso che certo gli italiani, diventati consumatori affezionati dell’acqua del rubinetto, gradiscono sempre meno.  

(fonte: il quotidiano la Stampa Pubblicato il 16/03/2018 – Antonio Galdo)